Suggerimenti per approfondire il rapporto tra social media e psicologia

Suggerimenti per approfondire il rapporto tra social media e psicologia

All’inizio del nuovo anno accademico sono venuto a conoscenza che il mio libro “Social media e comunicazione di marketing” è stato adottato come testo a scelta nel corso di psicologia dei nuovi media dell’Università Cattolica di Milano.
social media e psicologia
Dal momento che conosco molti ragazzi che studiano psicologia anche nell’università dove lavoro e che molto spesso mi chiedono “lumi” sulla possibilità di applicare i loro studi alla comunicazione di marketing e alle nuove tecnologie, ho deciso di postare qui sul mio blog una segnalazione che ritengo possa essere molto utile per tutti coloro i quali vogliano approfondire il rapporto tra social media, nuove tecnologie e studi nel campo della psicologia.
Il corso, il cui titolare è il Prof. Giuseppe Riva, è davvero interessante. Tra l’altro Riva ha sviluppato una web cattedra e un blog personale in chiaro stile “web 2.0”: ci sono tantissime informazioni e link che possono essere utili per tutti coloro che vogliono approfondire il rapporto tra social media e la psicologia.
In particolare, per tutti gli interessati alle materie psicologiche applicate alle nuove tecnologie e al marketing, consiglio le seguenti letture:
Buona lettura a tutti!

La sinergia tra motori di ricerca e social media

La sinergia tra motori di ricerca e social media

Un recente rapporto pubblicato da eMarketer afferma che le persone che partecipano ai social network tendono ad essere maggiormente stimolate a cercare informazioni su un prodotto o un marchio cliccando sulle inserzioni a pagamento o utilizzando i motori di ricerca.

eMarketer 150909

In pratica, a chiunque frequenti un sito di social networking come Facebook (che, in Italia, è il più diffuso) può capitare di aver scambiato informazioni con i propri amici sulle caratteristiche di un certo prodotto. Il meccanismo può innescarsi quando un nostro conoscente ha acquistato quel prodotto e noi lo interpelliamo per avere informazioni sincere; di solito infatti riteniamo il nostro amico una persona più attendibile rispetto ad un estraneo, e in questo caso egli può svolgere per noi la funzione di “opinion leader” su quel prodotto.
In questi casi il passaparola, che costituisce la base delle attività partecipative sui social media, può stimolare la curiosità delle persone a cercare poi informazioni più dettagliate e “ufficiali” sia dentro il social network, che fuori da questo. E qui subentra il ruolo fondamentale dei motori di ricerca per l’acquisizione delle informazioni che riteniamo sia necessario acquisire.
Tra l’altro, il rapporto di eMarketer dimostra come la presenza delle aziende sui social network, sia attraverso l’uso delle fan page che degli annunci a pagamento, può incentivare la riconoscibilità di un marchio o di un prodotto.
Queste possono sembrare informazioni ovvie, ma in realtà costituiscono una ulteriore conferma della bontà dei social media per le attività di comunicazione di marketing delle aziende.
Questo è il motivo per il quale aumentano gli eventi, i convegni e i seminari dove si approfondisce la conoscenza del social media marketing come nuova frontiera di business e visibilità per le aziende.
Proprio qualche giorno fa sono stato interrogato sul ruolo che il social media marketing può rivestire per le piccole e medie imprese italiane; come ho scritto anche sul mio libro “Social media e comunicazione di marketing”, affinché questo innovativo canale possa dare i suoi frutti migliori, è necessaria la sua integrazione con le attività di marketing tradizionali, come ad esempio le attività di relazioni pubbliche e l’accounting commerciale.

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